Recensioni - Poetry Vicenza Jazz

Recensioni - Poetry Vicenza Jazz

La serata conclusiva del Vicenza Jazz 2018 è stata l’occasione per festeggiare la conclusione di un altro importante festival culturale della città di Vicenza, il “Poetry Vicenza 2018 - Festival di poesia e musica contemporanea”. A presentare la serata all’Olimpico, assieme al direttore artistico del jazz festival Riccardo Brazzale, era dunque presente anche Marco Fazzini – direttore artistico del Poetry Vicenza - che con grande impegno promuove la diffusione dell’altissima arte della poesia tra il pubblico e tra i giovani, coinvolgendo direttamente anche le scuole della città.


Il programma della serata si è dunque articolato in una prima parte dedicata alla lettura di poesie originali degli ospiti più in vista della rassegna poetica, per poi lasciare spazio al Trio Zavalloni – Tonolo – Birro che ha proposto lo spettacolo “Boris Vian: il poeta sincopato”, tra jazz e poesia sulle orme dell’avanguardista francese.




La felice collaborazione tra due dei festival culturali più importanti della città, ha dato vita ad una serata particolare, che si pone a conclusione di entrambe le manifestazioni unendosi nell’affermazione dell’importanza della cultura. Dell’importanza di diffondere e promuovere le opere del genio umano nel tentativo di ricordarci, almeno sporadicamente, che la Bellezza non è un “canone” estetico, non è una moda o un taglio di capelli, ma un Idea divina (filosoficamente) che partecipa del mondo mondano, che in esso si nasconde e solo in esso si può scoprire. Le occasioni per fare questi incontri nella nostra quotidianità fatta di infinite giornate di lavoro, di impegni, di socialità e svago sembrano essere sempre meno, o comunque sempre rare. E allora lasciamo spazio, partecipiamo e sosteniamo i festival musicali e di poesia delle nostre città, le stagioni teatrali e liriche e le mostre nei palazzi e nei musei. Ascoltiamo con attenzione i versi di poeti di altri Paesi o di altre epoche, perché è viaggiando nello spazio e nel tempo della cultura che si possono trovare i maggiori tesori e le coordinate per leggere criticamente e consapevolmente il presente. Ed è così che un artista come Boris Vian, scrittore, paroliere, musicista, traduttore e drammaturgo, si erge naturalmente ad emblema di una serata come quella del 20 maggio al Teatro Olimpico.

Tra le note del pianoforte di Paolo Birro e quelle del sassofono di Pietro Tonolo, Cristina Zavalloni ha saputo incantare con la sua voce entrambi i pubblici della platea: quello accorso per le letture poetiche e quello appassionato di musica.




In conclusione, la chiusura del Vicenza Jazz 2018, ha dimostrato di seguire fedelmente il proprio nome, quel “New Conversations” che ci ha portato in dieci giorni ad incontrare decine di artisti sui palchi dei teatri, che ci ha portato a scoprire nuovi talenti, a toccare con mano la storia del jazz e mettere in contatto tutte queste diversità nell’idea che l’incontro sia il luogo di nascita delle buone cose.


Sebastiano Cazzoli


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