Recensioni - Manhattan Transfer

Recensioni - Manhattan Transfer

Venerdì 18 maggio è stata la serata dei Manhattan Transfer, con il Teatro Comunale andato sold out con diversi giorni di anticipo.

Le grandi aspettative che hanno portato al tutto esaurito in pochi giorni sono state pienamente ripagate da uno show incredibile da parte dei quartetto vocale più famoso al mondo.

Vocalizzi ancora inimitabili, dopo cinquant’anni, hanno riempito i cuori e le orecchie di una platea in estasi. Il concerto si è aperto con un medley dedicato al cinquantesimo anno di attività che ha riportato subito il pubblico alle origini, con grande emozione.

La loro capacità di unire in un unico sentimento, o meglio feeling, di piacere e compiacimento almeno due generazioni è il segno ineluttabile di una formazione che ha fatto senza dubbio la storia della musica degli ultimi anni.




La serata è poi passata al Bar Borsa con il magnifico set del Gavino Murgia Blast Quartet. Una formazione di primo rango con Mauro Ottolini al trombone e conchiglie (ebbene si, nel jazz si suonano anche le conchiglie), Aldo Vigorito al contrabbasso e Pietro Iodice alla batteria.


Le note del quartetto hanno accompagnato il pubblico al terzo grande momento della serata, l'appuntamento tradizionale con il concerto di mezzanotte al Cimitero Maggiore. Qui i brividi: il quartetto Cantar Lontano con la straodinaria partecipazione al sassofono di Gavino Murgia, hanno proposto "Officium Divinum" di Jan Garbarek, un lavoro, datato 199 che segnò una svolta epocale nel mondo della musica contemporanea, rilanciando il crossover tra musica colta e jazz e portandolo su dimensioni raffinate come mai prima.


Manuel Cazzoli





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