Recensioni - Raul Midon Solo - Giovanni Guidi "Salida" feat. David Virelles

Recensioni - Raul Midon Solo - Giovanni Guidi "Salida" feat. David Virelles

Con la sesta giornata di festival, il Vicenza jazz si è spostato al Teatro Comunale di Vicenza. Per la serata di mercoledì 16 maggio ancora un doppio appuntamento, il secondo dei quattro in tabellone. In apertura il protagonista è stato Raul Midón Solo, seguito poi dal Giovanni Guidi “Salida” con David Virelles. Un evento dedicato alle nuove scoperte e ai giovani talenti emergenti.

Per il pubblico europeo, in particolare italiano, Raul Midón ancora non ha riscosso il successo riservatogli invece dal pubblico di casa. Il cantautore statunitense è infatti arrivato al successo nell’ormai lontano 2005 quando, dopo anni di gavetta come turnista in importanti produzioni come quelle di Shakira, Julio Iglesias e José Feliciano, pubblica il suo primo album da leader. Da allora l’artista, non vedente dalla nascita, ha attirato l’attenzione di grandi musicisti, del grande pubblico, della televisione e del cinema (apprezzamenti e collaborazioni sono arrivati con Spike Lee, Herbie Hancock, Snoop Dog e molti altri).

Il motivo di questo grande successo, lo ha potuto constatare di persona il pubblico della Sala del Ridotto del Teatro Comunale di Vicenza. Il grande talento musicale di Raul si concretizza in un one man band show che riesce a coordinare al meglio eccezionali doti tecniche di chitarrista, di percussionista, pianista, vocalist e cantautore. Alla sua prima presenza al Vicenza Jazz, Midón ha strabiliato il pubblico per sessanta minuti con ritmiche coinvolgenti e mai banali (seppur più vicine al pop che al jazz classico) e brani perfettamente bilanciati tra il latin, il jazz e il funky. L’eclettico musicista del New Messico ha inoltre dimostrato di essere un vero cantautore che alla propria musica sa abbinare ottimi testi originali.

Se qualche sera prima il festival vicentino aveva proposto un confronto tra il jazz e la musica classica dell’Orchestra del Teatro Olimpico, con Raul Midón ha invece teso la mano al mondo della musica leggera, ovviamente di ottima fattura. In questo sporgersi oltre i rigidi confini stabiliti dalle etichette (limiti spesso più astratti che reali, come accade in ogni tentativo de-finitorio) il Vicenza Jazz dimostra di far propria quell’apertura culturale e quella curiosità che devono essere alla base di un festival d’arte.




Sulla scia di questo curiosare nei meandri del mondo del jazz, il secondo set ha avuto per protagonisti Giovanni Guidi al pianoforte, Dezron Douglas al contrabbasso, Gerald Cleaver alla batteria e David Virelles alle tastiere.

Il giovane pianista umbro, ormai un habitué del Vicenza Jazz, quest’anno ha presentato il progetto “Salida” in cui si mettono a confronto il jazz di stampo europeo, quello americano della sezione ritmica e le sonorità del tastierista cubano. Quanto risulta da questo assemblamento, in cui ogni artista presente sul palco ha portato oltre alla propria tradizione, la propria idea di jazz, è una musica assolutamente organica che si spinge alla perlustrazione delle zone di confine. Quelle zone dove le dissonanze e i contrasti sono dietro l’angolo, dove l’inatteso balza addosso all’ascoltatore e lo scuote, richiamandolo all’attenzione e alla partecipazione attiva al corso dei suoni.




La performance del Giovanni Guidi “Salida” ha attraversato in meno di un’ora, che è volta via troppo in fretta, scenari tremendamente interessanti e che proprio per questo richiedono di essere osservati con impegno. Richiedono la stessa attenzione che sarebbe necessaria a un cercatore d’oro in terre sconosciute il quale, per trovare il metallo più prezioso, deve farsi coraggio, mettersi alla prova e superare gli ostacoli che trova lungo il cammino. Solo attraverso un percorso di ricerca intenso e non privo di difficoltà, è possibile impossessarsi del tesoro. Nel concerto di Guidi il tesoro si è costituito via via che i brani si susseguivano che, al momento dell’inchino finale, si è scoperto coincidere con quel percorso stesso di ricerca che, appena iniziato con Salida, non potrà che continuare.

Un’altra ottima serata al Vicenza Jazz che in un unico appuntamento ha presentato due facce diverse, quasi opposte, del jazz: quella più ammiccante rivolta al pop di Raul Midón, e quella più accigliata di una musica che cerca di strappare l’ascoltatore alla superficialità della disattenzione per portarlo a scoprire ciò che si cela sotto il velo della banalità.


Sebastiano Cazzoli

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