Recensioni - Aarset-Petrella-Rabbia Trio, Ralph Alessi Quintet ft. Ravi Coltrane

Recensioni - Aarset-Petrella-Rabbia Trio, Ralph Alessi Quintet ft. Ravi Coltrane
Ed eccoci ad una settimana esatta da quel prologo all’Auditorium Fonato di Thiene che diede inizio alla XXIII edizione del Vicenza Jazz. Sette giorni dopo, i protagonisti della serata del 17 maggio al Ridotto del Teatro Comunale, sono stati l’Aarset – Petrella – Rabbia Trio e il Ralph Alessi Quintet feat. Ravi Coltrane.

Questo doppio appuntamento infrasettimanale con artisti ancora una volta di altissimo livello, sembra essere stato pensato dalla direzione artistica, come una sorta di seconda parte di un modulo tematico iniziato la sera precedente con il set di Giovanni Guidi “Salida” feat. David Virelles. Con la performance di Guidi, quelle del Trio di Petrella e del quintetto di Ralph Alessi, sembrano infatti condividere la dimensione della ricerca nel suo senso musicalmente più ampio. Una ricerca che in questa occasione si è addentrata in questioni tecniche con l’utilizzo di strumentazione elettronica e digitale, in ambienti sonori dove gli strumenti si allontanano dalle proprie possibilità espressive originarie e in articolati ed accidentati terreni ritmici, che vogliono mettere alla prova la capacità di un brano di seguire la propria strada.



Venendo ai fatti della serata, il Trio che per primo è salito sul palco, ha subito indicato la via che avrebbe seguito. Un viaggio in una dimensione in cui i suoni taglienti di trombone e chitarra hanno composto atmosfere fredde e rarefatte, quasi da notte norvegese. D’altronde per chi ha già avuto l’occasione di incontrare Gianluca Petrella e l’eclettico chitarrista Eivind Aarset, si poteva immaginare una scampagnata in paesaggi sonori in cui i tradizionali strumenti non sono più i protagonisti del suono ma una sorta di input per elaborazioni digitali. E allora largo ad effetti applicati al trombone, a loop macchine, a fogli di carta strofinati sulle pelli del rullante e riprocessate live, a software che diventano strumenti musicali. Non si pensi tuttavia che il Trio si sia diffuso in sterili accozzamenti di “rumori”. Tutt’altro. Il viaggio nella notte norvegese, lungi dal trasformarsi in incubo, ha condotto il pubblico a visitare paesaggi onirici in cui come sulla superficie di un lago ghiacciato, poteva capitare di vedere riflessi sé stessi. Quella dell’Aarset – Petrella – Rabbia Trio è stata una musica che ha cercato di farci dimenticare del nostro sé a cui siamo abituati, per incontrarne un altro, più profondo, con cui non sempre abbiamo il tempo o l’occasione confrontarci.

Dopo un breve intervallo, d’obbligo per rientrare nel mondano, ecco il palco popolato da Ralph Alessi alla tromba, Andy Milne al pianoforte, John Hérbert al contrabbasso, Mark Ferber alla batteria e Ravi Coltrane al sax tenore. Quello che il quintetto ha proposto è stato un jazz d’avanguardia il cui ascolto ha richiesto grande impegno. Il motivo delle difficoltà è da rintracciare probabilmente nel concetto sotteso alla musica proposta. Un concetto che vuole scardinare le idee semplici di tempo lineare, accompagnamento e armonia rompendone le strutture interne per ricomporle in una costellazione superiore dove, quasi benjaminianamente, rivivono di fulgidi riflessi densi di significato.



Una serata che ha accompagnato il pubblico a scoprire e confrontarsi, per chi non fosse molto addentro alle questioni del genere stesso, con quella frangia del jazz salita sulle “spalle dei giganti”, che getta lo sguardo verso nuovi orizzonti fatti di possibilità sonore ed espressive inusuali. Un jazz quello di ieri sera, che riflette su sé stesso, che intrattiene un dialogo serrato con la propria storia per cercare una risposta alla domanda: “Quale sarà il mio prossimo passo?”.  

Sebastiano Cazzoli

Clicca qui per vedere tutte le foto dei concerti di della XXXIII edizione di New Conversations Vicenza Jazz.