Recensioni - Tigran Hamasyan Solo, Randy Weston & Billy Harper Duo

Recensioni - Tigran Hamasyan Solo, Randy Weston & Billy Harper Duo
Il secondo, purtroppo l’ultimo, weekend di New Conversations – Vicenza Jazz 2018 è iniziato sabato 19 maggio con un concerto in cui il futuro e il passato del piano jazz, si sono concretamente incontrati sul palcoscenico del Teatro Olimpico. I protagonisti di questo particolare evento sono stati Tigran Hamasyan, giovane pianista e compositore armeno, e il Randy Weston & Billy Harper Duo, due protagonisti assoluti della storia del Novecento di questa musica.

L’onore di scaldare il pubblico dell’Olimpico è spettato al minuto pianista che, nato in Armenia trent’anni fa, negli ultimi quindici ha collezionato i più importanti premi del settore e si è imposto all’attenzione del grande pubblico grazie alla spiccata originalità con cui il giovane artista approccia al pianoforte. Se Tigran si può etichettare infatti come pianista jazz, è perché la sua è una musica senza confini, che non pone limiti alle possibilità espressive dello strumento e anzi cerca di espanderle. Il jazz di questo giovane, apprezzatissimo da Brad Mehldau (a cui la critica lo ha associato, ma di cui non segue pedissequamente le tracce) e Hancock, è tale in quanto frutto di una ricerca musicale in cui confluisce certamente la tradizione afroamericana, ma certamente questa ricerca parte anche dal mondo del piano classico, da quello del jazz europeo (Mehldau in testa, appunto), dalla musica tradizionale armena, dalle sonorità di paesaggi orientali per passare dalla musica elettronica, dal mondo del pop e del jazz d’avanguardia (Tigran ha collaborato con artisti  come Arve Henriksen e Eivind Aarset, quest’ultimo ospite del Vicenza Jazz al Ridotto del Comunale con Petrella e Rabbia lo scorso 17 maggio).
La performance di Hamasyan in piano solo della scorsa serata, si è stesa dapprima placidamente sulla platea del Teatro Olimpico per poi conquistare il pubblico una nota dopo l’altra tra brani più ricercati e altri più raffinati ed essenziali.



Questo giovane artista, che sembra davvero avere tra le dita una pagina importante del Jazz dei prossimi decenni, è sceso dal palco del Vicenza Jazz lasciando un segno profondo su chi ha avuto l’opportunità di ascoltarlo, per la prima volta o per l’ennesima. Un segno che ha tutte le potenzialità per assomigliare, un giorno, a quello netto e deciso che Randy Weston e Billy Harper hanno ormai definitivamente tracciato negli annali della storia del jazz.



A completare una serata assolutamente eccezionale sono stati questi due artisti che attraversato il Novecento, hanno attraversato anche l’Atlantico esclusivamente per partecipare al Vicenza Jazz. Inutile dilungarsi su formali complimenti alla direzione del festival per essere riuscita in questa storica impresa.
In questa occasione dedicata al pianoforte, dopo aver ascoltato uno dei talenti più promettenti della scena internazionale, la musica è tornata alle proprie radici con il piano jazz e il blues di Weston e Harper. L’essenzialità e la ritmicità delle note di uno dei maggiori esponenti di quel “ritorno all’africa” che tanto contribuì all’evoluzione del jazz dello scorso secolo, si legavano saldamente, con una naturalezza ed una spontaneità incredibile al sassofono di Harper, che con Weston collabora dal 1971. Un concerto a cui difficilmente potrà capitare di assistere nuovamente non solo per l’età di Weston, ma soprattutto per l’eleganza della sua performance, per la meravigliosa sensazione di sentire quelle note risuonare tra le scene dell’Olimpico e per la felicissima associazione del duo Weston Harper al solo di Tigran.

Sebastiano Cazzoli


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