"We Resist!" - Per l’International Jazz Day esce il nuovo cd della Lydian

"We Resist!" - Per l’International Jazz Day esce il nuovo cd della Lydian

A due anni dall’ultima uscita discografica (“Music for Lonely Souls”, che fruttò il primo posto assoluto fra i gruppi italiani del Top Jazz 2016), Riccardo Brazzale e la Lydian Sound Orchestra scelgono un giorno particolarmente significativo per l’uscita del nuovo cd: il 30 aprile, ovvero la giornata internazionale del jazz. E il disco, prodotto dall’etichetta “Parco della Musica” dell'Auditorium di Roma dove è stato registrato, ha un titolo altrettanto significativo, “We Resist!”, quasi a sottolineare il legame storico fra il jazz e l’impegno sociale e civile che è stato alla base della decisione dell’Unesco di decretare una giornata dedicata a questa musica, in tutto il mondo (https://jazzday.com).


Il 30 aprile, dunque, il nuovo disco esce sul web per le vendite on line (a partire da ITunes), mentre la vendita “fisica” in tutti i negozi d’Italia prenderà il via da venerdì 4 maggio. L’incisione era avvenuta lo scorso anno a Roma ma la produzione ha voluto attendere quest'anno per l’uscita, in occasione del 50° della morte di Martin Luther King.


Con “We Resist!” si chiude un cerchio, per un progetto, musicale ma soprattutto culturale nel senso più lato, frutto di un lavoro che ha impegnato la Lydian per oltre un anno, con varie tappe di avvicinamento fra prove in studio, prove aperte e concerti (senza dire della commissione dell’opera in copertina della pittrice greca Tania Dimitriadi).


Il titolo si ispira chiaramente a un disco-manifesto inciso da Max Roach nel 1960, “We Insist! Freedom Now Suite” e, non casualmente, ha la sua parte centrale nella rilettura di due celebri brani di Roach che aprivano lo storico album, “Driva Man” e “Freedom Day”, qui proposti in una versione di grande impatto sonoro, nella quale, oltre al tentetto strumentale sono impegnati anche la voce solista Vivian Grillo e il settetto vocale “Broken Sword Ensemble”. Fra i due brani, quasi un interludio, vi è un original di Mauro Beggio e Vivian Grillo, il cui tema ritmico è ispirato a Roach ma il testo è tratto da una poesia dell’irredentista irlandese Bobby Sands, “The Rhythm of Time”, al quale è dedicato (Sands morì in carcere il 5 maggio 1981, a seguito di uno sciopero della fame. La pubblicazione gode della collaborazione della Bobby Sands Trust).


Ripartendo dunque da Max Roach ed Abbey Lincoln (non solo ‘’Driva Man’’ e ‘’Freedom Day’’ ma anche brani come l'accattivante, danzante ‘’Lonesome Lover’’ o il minor blues ‘’When Malindy Sings’’, a tratti furente grazie all’irruenza vocale di Vivian Grillo), la Lydian Sound Orchestra fa propria un’idea quantomai ampia di libertà.


Spiega Brazzale: «Con un piccolo gioco di parole potremmo dire che la musica di questo disco è prima di tutto un impegno a resistere al disimpegno. E, se un impegno di questo tipo lo si può attuare in tanti modi, per un musicista lo si realizza anche a partire dalla scelta di un repertorio. Per la Lydian, così abituata a confrontarsi con la tradizione per  trovare nuovi spunti e guardare meglio in avanti, scegliere Ornette, Monk, Dolphy e soprattutto Roach ha in sé un significato che è primariamente musicale: resistere per essere liberi dalle mode, dal flusso delle correnti, dall’obbligo del conteggio dei mi piace». 


Ma in realtà con la musica si possono dare anche messaggi che vanno al di là dei suoni. Continua Brazzale: «Certo. Il jazz ha insegnato che la musica può essere anche veicolo di impegni extramusicali. Per questo il nostro disco include le passioni della gente di Piazza Syntagma di Atene (cui è dedicato Dance, Love, Resist!), ma anche vuole essere a fianco delle donne (delle Malindy di oggi) nel loro cammino faticoso e spesso solitario, chiede il rispetto per i grandi alberi che ci tengono legati alla madre terra, e comunque accanto a chi cerca la libertà dal Mississippi all’Irlanda, nel ritmo del tempo che accompagna i giorni degli amanti solitari delle proprie radici»


Come sempre, accanto a Brazzale, ci sono musicisti affiatati e dalla resa qualitativa indubitabile: Robert Bonisolo e Rossano Emili (sax e clarinetti); Gianluca Carollo (tromba), Roberto Rossi (trombone), Giovanni Hoffer (corno), Glauco Benedetti (tuba), Paolo Birro (piano), Marc Abrams (basso) e Mauro Beggio (batteria). Con loro, come si accennava, ci sono i cantanti del “Broken Sword” (Sara Gramola, Giulia Fabrello, Marianna Spadarotto, Enrico Imbalzano, Fabio Antoniazzi, Alberto Peretti e Alberto Spadarotto, questi anche maestro del coro); su tutti, svetta la voce di Vivian Grillo che si muove nell’ampio territorio della black music, dall’old blues all’urban rap.


«Questo è oggi il nostro resistere», conclude Brazzale. Perché se Luther King diceva «Non ho paura della cattiveria dei malvagi ma del silenzio degli onesti», allora non può certo starsene zitta la Lydian Sound Orchestra che con “We Resist!” punta dritta al cuore degli appassionati di questa musica, decisa ancora una volta a far parlare di sé.


Sebastiano Cazzoli